IL LIBRO
Rocco trascina la sua esistenza ormai da molto, troppo tempo, sotto un ponte dell’Arno. Un’esistenza fatta di vino a poco prezzo, miseria e cartoni dove avvolgersi la sera, per difendersi da un freddo che è soprattutto dentro di lui. Un giorno come tanti, dopo aver mangiato degli avanzi trovati nella spazzatura, un evento inatteso riaccende nella sua memoria un ricordo che sembrava ormai seppellito dal tempo. Dopo millenni di apatia, Rocco sente nel petto una gioia strana, che cresce come a volte il fiume che scorre davanti a lui. Finalmente ha di nuovo un motivo per vivere: la vendetta.
UN BRANO
"Rocco si grattava la pancia, vicino all’ombelico, si grattava fino a farsi quasi uscire il sangue. Pulci delle più affamate. Abbassò gli occhi e si guardò le scarpe. Chiamale scarpe. C’era più vento là dentro che tra le gambe di una puttana. Tossì forte. Da qualche parte dentro di lui qualcosa stava marcendo, lo sentiva dall’odore che gli saliva in bocca, acido e dolciastro come la pelle dei morti. A volte gli sembrava di aver perso il cervello. Il mondo era diviso in due, in alto la bellezza e in basso l’immondizia. Lui viveva nell’immondizia. E chi vive così alla fine perde il cervello, diventa un’ombra sporca in questa porca vita. Rocco lo sapeva bene, ma che poteva farci. Non sempre si poteva cambiare il proprio destino. Lui a dire il vero lo aveva cambiato, ma in peggio. Secoli fa aveva tutto e adesso non aveva più niente, a parte qualche dente per masticare alla meglio quello che trovava nella spazzatura."
L’AUTORE
Marco Vichi è nato nel 1957 a Firenze e vive nel Chianti. E' autore di racconti, testi teatrali e romanzi, tra cui quelli della fortunata serie del commissario Bordelli. Con Morte a Firenze ha vinto il Premio Giorgio Scerbanenco-La Stampa 20009 per il miglior romanzo noir italiano.



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